SENOFANE: SULLA FILOSOFIA E SUL VINO

 

La gerarchia dei vigneti da vino è una realtà molto antica nel Mediterraneo orientale. La presenza di sigilli sulle giare o sulle anfore mesopotamiche, egizie, palestinesi, greche recanti l’indicazione della provenienza geografica e dell’annata del vino contenuto (talvolta anche del nome del produttore) ne è una prova inconfutabile. Tali etichette, come accade ancora oggi, svolgevano una funzione di garanzia commerciale, ma anche di riconoscimento delle qualità specifiche di ciascun vino.

Dal momento in cui il vino assurge a bevanda sacra – e anzi al rango di divinità maggiore – nella cultura greca, è normale che esso susciti un grande interesse nella frangia più colta della società, tanto da far nascere una categoria di intenditori sempre più preparati. Per costoro bere bene fu un mezzo per penetrare più efficacemente nel cuore dei misteri della loro religione, provando al contempo gioia, o meglio ancora, un emozione estetica intensa e rinnovata.

In questo modo il gusto si affinò velocemente e i Greci raggiunsero vette fino ad allora ineguagliate nell’arte di fare il buon vino.  A dare prova di questo, sono proprio le parole che vogliamo utilizzare per prime dando vita a questo nuovo blog di TenutaCobellis. Si tratta, in realtà, di alcuni versi scritti dal poeta e filosofo greco,  Senofane di Colofone (fondatore della Scuola Eleatica di Elea), recuperati da quello che resta da alcuni frammenti del suo Poema “Περὶ ϕύσεως” (“Intorno alla natura [delle cose]”), in cui erano esposte le sue concezioni filosofiche. Detto questo, appare persino superfluo ricordare a chi legge che si tratta della prima apparizione del vino su di un testo scritto in terra di Cilento. Ecco il testo: 


Un opera del maestro Vito Capone ispirata agli scritti della Scuola Eleanica, esposta lo scorso anno presso il Ristorante Aquadulcis di TenutaCobellis

 


(“Intorno alla Natura”, frammento n°1)

“Ora il pavimento è pulito e pure sono le mani di tutti e i calici: qualcuno ci mette intorno al capo ghirlande intrecciate, mentre un altro ci porge in una coppa il profumo odoroso e c’è il cratere pieno di gioia ed altro vino è pronto, che promette di non mancar mai, dolce come miele nei vasi e odoroso di fiori. In mezzo a noi l’incenso esala il suo sacro profumo e c’è acqua fresca e dolce e pura; ci sono biondi pani e la tavola sontuosa si piega sotto il peso del formaggio e del denso miele. Nel mezzo l’altare è tutto ornato di fiori e il canto e il piacere della festa riempion la casa. Conviene anzitutto ad uomini assennati cantar le lodi del dio con pii racconti e con parole pure. Dopo aver libato e implorato la forza di agir giustamente – che questo è ciò che più importa – non è eccesso bere tanto che si possa giungere a casa senza l’aiuto del servo, se non si è troppo vecchi. E’ da lodare quell’uomo che, dopo aver bevuto, rivela cose belle, così come la memoria e l’aspirazione alla virtù glielo suggeriscono.”




A queste parole di  Senofane, l’Azienda TenutaCobellis ha dedicato due etichette: l’Eleanicobianco ottenuto da uve Coda di Volpe 100% e l’Eleanicorosso ottenuto da uve Barbera 100%. Una volta in calice, nonostante siano completamente diversi, entrambi i vini restituiscono la luce e le atmosfere appena descritte.






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